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  • Ludovica Bello

Libera il tuo potenziale!

Per me era normale.

Normale essere cicciottella. Lo sono tutti in famiglia, lo devo essere anche io. Normale non fare sport perché la schiena mi fa male, non ho il fisico…

In tedesco quelle appena scritte si chiamano Glaubenssätze, ossia credenze. Non quelle in cui sistemi i bicchieri. Tutto ciò a cui credi, tutto ciò che hai assorbito fin dalla prima infanzia ed è divenuto parte di te. Le frasi della serie “In famiglia siam tutti così, quindi anche io devo essere così”. Le credenze sono di solito basi del nostro comportamento quotidiano e delle strategie che utilizziamo per vivere.

Per quanto mi riguarda, ero “famosa” da piccola per:

· Abbuffarmi come se non ci fosse un domani durante i buffet dopo i concerti del coretto di bimbi di cui facevo parte;

· Non essere portata per lo sport – perché non c’avevo il fisico.

Ne voglio parlare, perché è qualcosa che per me è sempre stato così normale che, quando una delle mamme dei bambini del coretto me lo fece notare, fu come se mi levasse il terreno da sotto i piedi.

Quella mamma, dopo avermi vista spazzolare una montagna di pandoro, mi disse: “Ti hanno lasciato senza cibo per settimane??”

Ma come? C’è cibo a disposizione. A me piace mangiare. Quindi ingurgito, devo essere sicura di riuscire a mangiare il più possibile, perché non troverò presto così tanta roba a disposizione.


Peccato che non fossimo nella preistoria, ma nei floridi anni ’90, quando le merendine e i succhi di frutta erano qualcosa di quotidiano e sacrosanto.

E io cosa feci? Mi sentii completamente “messa a nudo” nelle mie azioni e, piena di vergogna per essere stata notata, smisi di abbuffarmi a quei buffet.

Cosa positiva fino a un certo punto. Riservai questo modo di interagire col cibo solo alle situazioni private. La sensazione di vergogna fu maggiore della consapevolezza delle mie azioni! Proprio qui sta la trappola per chi crede di far bene, ridicolizzando un’altra persona in pubblica piazza per un comportamento ritenuto errato. La suddetta persona tenderà sicuramente a continuare caparbia nel suo comportamento dannoso (per sé stessa o per gli altri) ma procurerà di non farsi scoprire! Il problema diventerà ancora più grande e ribollirà sotto un’apparente calma, come un geyser pronto a esplodere.

E vogliamo parlare dello sport? Il mio chiodo fisso è sempre stato: “Non sono capace, non ci riesco, non ho il fisico”. Ho passato più di due decenni della mia vita a raccontarmi storie sull’essere troppo alta, sul non riuscire perché geneticamente inadatta.


Che credenza terribile. Qualcosa che ti rende passiva, inattiva e incapace. Ti senti prigioniera di te stessa, perché pensi che qualsiasi cosa sarà inutile, perché geneticamente sei inadatta.

Quando è arrivato il punto di non ritorno – cioè il mal di schiena devastante che ho provato dopo un orribile incidente sul palcoscenico – sono andata da un bravissimo fisioterapista, Timo, che mi ha aiutata ad ammorbidire i muscoli.

Una parte della scena di un’opera mi è rovinata addosso durante le prove. Si parla di una scena di 250 Kg che mi è prima arrivata in testa e poi mi ha, semplicemente, “investita”. Quando mi hanno tirata fuori di lì, i miei muscoli si erano completamente irrigiditi e avevo ematomi ovunque. Dopo circa un paio di settimane – in cui mi pareva di avere 90 e non 26 anni – sono andata da questo Timo. Lui mi ha rimessa a posto ed è stato davvero bravo. Ma io dopo un mese dalla fine della terapia mi sono sentita di nuovo male e sono ricorsa ancora alla sua maestria.

A un certo punto, lui mi chiese: “Ludovica, ma…tu fai sport??” e io l’ho guardato come se venisse da Marte. “Certo che no!!” - “Beh, dovresti proprio farlo. Se continui così, il mal di schiena peggiorerà”.

IO NON GLI CREDEVO. No. Io sapevo che era inutile per me far sport, che non portava a nulla, che il mio fisico era così e basta.

Ma comunque decisi di far sport. Indovinate già cosa successe? Il mal sparì e io capii che c’era speranza anche per me e che, in effetti, ho un ottimo fisico per far sport.

Cosa insegna tutta questa storia?

Che spesso siamo imbevuti di credenze che ci rendono inamovibili, sicuri di cose che sono solo nella nostra mente.

Che liberazione vivere senza queste stupidaggini. Provare cose nuove.

--> Aver fiducia in sé stessi e nel proprio potenziale!



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